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Ossigeno Ozono Terapia

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Ossigeno Ozono Terapia

L' ozono


L’ozono é formato da tre molecole di ossigeno (il cui simbolo é O3) ed è un componente naturale dell’atmosfera terrestre, dove si forma tramite un processo foto-chimico. Si presenta come un gas azzurrognolo, dal caratteristico odore pungente, ed ha la peculiarità di essere altamente reattivo.

 

Ossigeno-Ozonoterapia:L'Ozono Medicale è la miscela di Ossigeno Ozono usata in medicina; pertanto l'Ossigeno Ozono Terapia è una metodica medica (può essere praticata soltanto dal medico abilitato), che usa le proprietà curative dell'Ozono.

L'Ozono Terapia

Grazie alle proprietà cicatrizzanti, antisettiche, antinfiammatorie, immunostimolanti, immunomodulanti, antidolorifiche e vascolarizzanti in ambito medicale, l'applicazione dell'ossigeno-ozono terapia trova un sempre più importante impiego in un ampio ventaglio di patologie. L'ozono terapia può essere praticata attraverso diverse vie di somministrazione quali le infiltrazioni locali sottocutanee, le iniezioni intramuscolari e intrarticolari, le auto-emoinfusioni, le insufflazioni rettali e vaginali.
Il vantaggio dell’ossigeno-ozono terapia, rispetto alle altre terapie mediche, è quello di una cura assolutamente naturale e priva di effetti collaterali: data la sua peculiarità di medicina naturale, non presenta generalmente alcuna controindicazione né alcuna reazione allergica.
L’ossigeno-ozono terapia viene utilizzata a scopo medicale sin dagli inizi del secolo in tutto il Mondo (soprattutto Cuba, Germania, Svizzera e USA), ma Italia ha avuto inizio solo nel 1983 con la costituzione della Società Italiana di ossigeno-ozono terapia, oggi certificata dal Ministero della Salute. Attualmente, la ricerca nel campo dell’ossigeno-ozono terapia è attiva in diverse struttura universitarie.

 LE APPLICAZIONI

Antiossidazione

 

I radicali liberi si formano all’interno delle cellule del corpo quando l’ossigeno viene utilizzato nell’ossidazione, un processo metabolico in grado di produrre energia per l’organismo. Nel corso degli anni i radicali liberi si accumulano e svolgono una potente azione antiossidante che risulta dannosa per gran parte dell’organismo e, in particolare, del DNA e dei mitocondri, le strutture indispensabili per la produzione dell’energia.
I radicali liberi sono considerati responsabili di varie patologie quali l’arteriosclerosi, il Morbo di Parkinson, infarto, artrite e di tutte le patologie degenerative, oltre che dell’invecchiamento.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento antiossidativo prevede 1 o 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per un totale di 12 sedute.

Invecchiamento



L’invecchiamento, o Anti - Age, é la conseguenza di una ridotta eliminazione di cataboliti cellulari, con i loro accumulo nei tessuti ed aumento dello stress ossidativo. Il rallentamento della circolazione sanguigna e linfatica rappresenta, contemporaneamente, la principale causa ed effetto della ridotta eliminazione dei detti cataboliti. Tra i fattori di invecchiamento anticipato possono esserci fattori endogeni come l’ipossia o in non utilizzo dell’ossigeno, il disequilibrio idrico ed elettrico ed infine il deficit immunitario. I fattori esogeni sono invece l’ambiente (in riferimento all’acqua che utilizziamo e all’aria che respiriamo) e la sedentarietà.

 

Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento contro l'invecchiamento  o Anti - Age prevede 1 o 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per cicli di 12-15 sedute almeno 2 volte l'anno; oppure, a giudizio del medico, 1 o 2 sedute setimanali di Insufflazioni per un totale di 12 sedute.

MALATTIE VASCOLARI E NEUROLOGICHE-

                 Ulcere necrotiche, vascolari, diabetiche, da decubito (doppia azione: antisettica e cicatrizzante)

Ulcere varicose

 


L’ulcera varicosa, detta anche  ulcera trofica o ulcera da stas, è una lesione della pelle che colpisce la gamba in prossimità della caviglia, ed è dovuta a insufficienza venosa degli arti inferiori, a piaghe, a varici, a edemi. Si manifesta più facilmente in soggetti affetti da cardiopatie, ipertensione o diabete. La forma della lesione, in genere rotondeggiante, ovalare o comunque irregolare, presenta un fondo lardaceo o purulento con bordi cianotici ed è spesso generata a seguito di un trauma. L’ulcera varicosa tende a non guarire ma ad allargarsi progressivamente, mentre la pelle attorno all’ulcera diventa rossa e le caviglie sono spesso gonfie. Nei giovani di solito le ulcere varicose si possono guarire in poche settimane, mentre nelle persone anziane possono persistere per molti mesi o persino per anni.

Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento delle ulcere varicose prevede 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per un totale di 12-20 sedute; oppure, a giudizio del medico, 2 sedute settimanali di Infiltrazioni locali; oppure infine, a giudizio del medico, 2 o 3 sedute settimanali di trattamenti topici con sacchettini per un totale di 12 sedute.

 

- Arteriopatia Obliterante

- Vasculopatia Diabetica

- Retinopatia Diabetica

- Maculopatia Degenerativa

 

Tromboflebiti


La tromboflebite, o  flebotrombosi, è l’infiammazione della parete di un vaso venoso, che si associa alla trombosi del vaso stesso. I fattori che possono contribuire alle tromboflebiti sono l’aumento della coagulabilità del sangue o del numero di piastrine, la diminuzione della velocità di circolazione del sangue, le lesioni alle pareti venose, le malattie infettive, gli interventi chirurgici ed infine la gravidanza e il parto.
Esistono due tipi di tromboflebite: la trombosi venosa profonda, che interessa le vene più grandi e in profondità, e la tromboflebite superficiale, che interessa invece le vene più vicine alla superficie della pelle. Colpisce soprattutto le vene degli arti inferiori, la vena cava inferiore, le vene pelviche, la vena porta. I sintomi più comuni della tromboflebite sono l’ingrossamento notevole dell’arto interessato, il dolore, che da lieve diventa poi bruciante, l’aumento della temperatura e l’arrossamento della cute nellazona sovrastante la vena. Si manifesta con febbre, dolori, vomito, diarrea, aumento di volume del fegato e della milza.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento delle tromboflebiti prevede 2 o 3 sedute settimanali di Infiltrazioni locali paravenose per un totale di 12 sedute; oppure, a giudizio del medico, 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per un totale di 10 sedute.

- Epatopatie

Epatopatia


Con il termine epatopatia, o malattia epatica, si intende una patologia che danneggia o compromette le funzionalità del tessuto epatico, associata ad un dimagrimento e decadimento delle condizioni generali. L’epatopatia può essere provocata da infezione, conseguente ad epatite; da steatosi, ovvero l’accumulo reversibile di grassi; da diversi altri fattori quali l’abuso di alcool, il contatto con sostanze tossiche, agenti infettivi come batteri e virus; ed infine può essere conseguenza di altre patologie, come cardiopatie, tumori e malattie metaboliche. Le epatopatie possono inoltre avere conseguenze sul sistema neurologico e su quello circolatorio.

Quando l’epatopatia diventa cronica, prende il nome di cirrosi epatica.

Terapia con Ossigeno-Ozono:


Il trattamento dell'epatopatia prevede 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per un totale di almeno 15 sedute, seguite dal mantenimento di 1 seduta a settimana per 8 settimane.

- Danni Organici o funzionali da alterato microcircolo (cardiopatia ischemica, invecchiamento precoce, disfunzione erettile, astenia psico-fisica, depressione)

Colite

 

La colite spastica, detta anche sindrome del colon irritabile o sindrome dell’intestino irritabile, è la forma più diffusa di colite. I sintomi della colite spastica sono generalmente il dolore o fastidio addominale, l’alterata frequenza dell’alvo e della forma delle feci, fuoriuscita di muco, gonfiore o distensione addominale. Il dolore addominale, che interessa il piccolo ed il grosso intestino ed il pavimento pelvico, è spesso accompagnato da stipsi e diarrea. Alcuni sintomi intestinali associati possono essere bruciore in bocca, sapore sgradevole di amaro e di sangue, nausea, sazietà precoce e gonfiore. Spesso sono associati ad un’urgenza ad urinare e ad uno svuotamento incompleto o difficoltoso della vescica. Tra i disturbi generali possono esserci cefalea, dolori muscolari e tendinei, sintomi di ansia e ipocondria. La colite spastica ha un’origine prevalentemente psicosomatica, legata a stress di tipo psichico, fisico e, in misura minore, è infine legata a cattive abitudini alimentari. I soggetti presentano spesso una personalità ossessivo-compulsiva.



Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento prevede 1 o 2 sedute settimanali di insufflazioni per un totale di 12 sedute.



La colite ulcerosa, detta anche Morbo di Crohn, è una malattia infiammatoria cronica del colon. I sintomi principali sono il dolore addominale e la diarrea, spesso frammista a sangue e a perdite mucose e accompagnata da forti crampi che cessano poi con l’evacuazione. Non mancano poi affaticamento, perdita di peso e sudorazione notturna. Quando il processo infiammatorio rimane in sede rettale, il paziente avverte un modesto sanguinamento e tenesmo, ovvero uno spasmo doloroso dell’ano con una sensazione di urgente bisogno di defecare.
La colite ulcerosa interessa soltanto gli strati più superficiali dell’apparato intestinale, senza estendersi a quelli sottostanti; si manifesta in modo localizzato a livello dell'intestino crasso ed è spesso accompagnato da febbre.
Le cause della colite ulcerosa sono ancora oggi misteriose, ma si ritiene che l’infiammazione si manifesti, generalmente, a seguito di stati di alta tensione psichica ed èlegato a teorie immunitarie e all’ereditarietà.



Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento prevede 2 sedute settimanali di Insufflazioni  per un totale di 30 sedute.
 

Depressione


La depressione è un particolare stato psicologico di ansia, sfiducia in se stessi e senso di indegnità, insicurezza, paura del futuro, prostrazione fisica e psichica, disinteresse e alla scarsa capacità di iniziativa. Comprende insomma vari sintomi più o meno complessi che alterano il modo stesso in cui una persona pensa e raffigura se stessa e il suo adattamento alla vita sociale. Oltre a questi stati d’animo, si presentano altri fattori costanti quali l’insonnia, la diminuzione del desiderio sessuale, disturbi alimentari, mal di testa e vertigini. A volte gli episodi depressivi sono isolati e il soggetto trascorre anni senza presentare alcun sintomo, altre volte gli episodi invece aumentano con il passare dell’età. Nelle forme più forti di depressione, definita in questo caso endogena, si verificano ideazioni di tipo autolesionista o suicida e gli stati di depressione sono accompagnati da attacchi di panico, disturbi ossessivo-compulsivo, anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo borderline e di personalitá. Tra le ipotesi di sviluppo della depressione c’è la componente ereditaria: i figli di genitori depressi presentano un rischio più elevato di sviluppare la depressione.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento prevede 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per un totale di 12 sedute seguite da mantenimento ogni 2-3 mesi.

 

- Parkinson

Morbo di Parkinson


Il morbo di Parkinson è una degenerazione cronica e progressiva dei neuroni presenti in una parte del sistema nervoso centrale, detta sostanza nera, che contiene la dopamina, un neurotrasmettitore responsabile del controllo dei movimenti muscolari. Generalmente si presenta dopo i 50-60 anni d’età ed ha un andamento cronico che può superare i 20 anni d’età. I principali sintomi del morbo di Parkinson sono il tremito, o tremore nelle mani, nelle braccia, nelle gambe, alla mascella, o alla testa; la rigidità degli arti e del tronco; la bradicinesia, ossia lentezza nei movimenti e infine l’instabilità di posizione, o equilibrio indebolito. I sintomi del morbo di Parkinson si presentano inizialmente in forma lieve e si fanno più marcati con il passare del tempo: il soggetto ha sempre maggiori difficoltà nell’eseguire semplici azioni e persino nel parlare.
Il morbo può essere cronico, quando persiste per un lungo periodo di tempo, oppure progressivo, quando si aggrava con il passare del tempo.
Le cause che provocano il morbo di Parkinson sono ancora oggi sconosciute, si ritiene però che il morbo derivi dalla predisposizione genetica alla malattia combinata con altre cause quali per esempio un trauma alla testa, l’esposizione a sostanze tossiche ambientali o a causa dell'arteriosclerosi cerebrale, soprattutto nei pazienti più anziani.


Terapia con ossigeno-Ozono:

Il trattamento del Morbo di Parkinson prevede una Grande Autoemo per 10-15 cicli a giorni alterni; non appena migliora il quadro clinico, viene effettuata una sola seduta la settimana per 2-3 cicli annui.

- Stanchezza cronica

Stanchezza cronica

 

La sindrome da stanchezza cronica (o Chronic Fatigue Syndrome) è un disturbo dalle origini oscure che colpisce in prevalenza giovani e donne con una età media di insorgenza intorno ai 30 anni ed è molto rara negli anziani. La fatica cronica persiste solitamente per almeno 6 mesi, non viene alleviata dal riposo e spesso anzi viene aggravata da minimi sforzi compiuti. I sintomi della Chronic Fatigue Syndrome sono generalmente una stanchezza prolungata e debilitante, cefalea, dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari, mal di gola ricorrente, dolori muscolari e alle ossa, disturbi del sonno, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e malessere generale. Tutto ciò provoca, a lungo a andare, l’ incapacità di sostenere i normali impegni della vita quotidiana, sia a livello occupazionale, che sociale o personale. È spesso associata a stress o a sindromi ansioso-depressive. La sindrome da stanchezza cronica è stata riportata in tutto il mondo, compresa l’Europa, l’Australia, la Nuova Zelanda ed il Canada, l’Islanda, il Giappone, la Russia ed il Sudafrica.



Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento della Chronic Fatigue Syndrome prevede 2 o 3 sedute settimanalidi Grande Autoemo per un totale di 12 sedute; oppure, a giudizio del medico, 2 sedute settimanali di Insufflazioni  per un totale di 12 sedute.

 

Cefalea a grappolo

 


La cefalea a grappolo è uno dei tipi più dolorosi di cefalea che ha la sua origine in disturbi di tipo vascolare del cervello e si manifesta prevalentemente nel sesso maschile, in un’età compresa tra i 20 ei 30 anni. Viene definita “a grappolo” in quanto gli attacchi si presentano con regolarità e in un lasso di tempo circoscritto, alla stessa ora (generalmente nel primo pomeriggio e la sera), tutti i giorni, per un periodo di 6-12 settimane e sono poi seguiti da periodi di remissione in cui gli attacchi di mal di testa cessano completamente. La durata giornaliera degli attacchi non è mai superiore alle 3 ore. Il dolore della cefalea a grappolo viene avvertito dentro e attorno all’occhio, in modo non pulsante ma intenso e profondo, che si estende alla fronte, alla tempia e alla guancia.
Una delle cause più frequenti delle cefalee a grappolo è una ipo o ipertensione o un trauma cranico. A volte persino i cambiamenti climatici, cambiamenti delle abitudini di vita, legati per esempio l’attività lavorativa, o le variazioni della temperatura o del fuso orario, possono provocare la cefalea a grappolo. Altre cause scatenanti possono essere intossicazioni provocate da eccessiva stitichezza o da patologie del fegato, seguite dall’abuso d’alcool, insonnia prolungata, eccessivo stress, disfunzioni ormonali o disturbi premestruali. Il dolore è inoltre associato ad altri sintomi quali la lacrimazione, la rinorrea, l’iniezione congiuntivale, la sudorazione frontale gonfiore della guancia e disturbi del ritmo. 

Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento della cefalea a grappolo prevede 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per un totale di 12 sedute seguite da richiamo settimanale. 

- Alzheimer

- Sclerosi multipla

Sclerosi Multipla


La sclerosi multipla, o sclerosi a placche, è una malattia autoimmune organo-specifica che colpisce il sistema nervoso, caratterizzata dalla comparsa nell’encefalo e nel midollo spinale di focolai rotondeggianti color grigio-rosa di dimensioni variabili. All’interno di queste placche si ha demielinizzazione della sostanza bianca e proliferazione di cellule della neurolgia.
La cause scatenanti della sclerosi multipla sono ancora oggi sconosciute, ma sono dovute, principalmente, ad un’anomala attivazione del sistema immunitario, cellulare eumorale, che dipende da fattori genetici, coinvolti nella predisposizione a sviluppare la malattia, e da fattori ambientali. I sintomi della sclerosi multipla sono diversi per tipo e per gravità ed é per questo che possono dare origine a quadri clinici molto diversi (da qui il termine “multipla"). L’imprevedibilità resta una delle caratteristiche principali di questa malattia, all’esordio della quale si possono riscontrare disturbi motori, disturbi della sensibilità, tremori, deficit visivo (tipico  l’annebbiamento della vista, a causa della neurite del nervo ottico o lo sdoppiamento della vista), deficit nell’equilibrio e nella coordinazione dei movimenti, paralisi e disturbi della sensibilità, accompagnata da un’alterazione della sensibilità cutanea.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento della sclerosi multipla prevede 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per cicli di 20 sedute, seguite da pausa di un mese, seguito a sua volta da un altro ciclo da 20 sedute e da un mese di mantenimento.

 

-BPCO

-IMMUNO DEPRESSIONE

mmunologia


Il sistema immunitario ha la funzione di produrre anticorpi specifici e altri sofisticati meccanismi, l’immunità, e la difesa dall’aggressione di microrganismi patogeni o da parte di altre sostanze estranee. Il sistema immunitario svolge insomma un ruolo importantissimo nella difesa contro le malattie infettive e allo stesso tempo nell’azione di conservazione dell’integrità dell’organismo. Una malfunzionamento del sistema immunitario puó provocare allergie, malattie autoimmuni o immunodeficienza.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento prevede 1 o 2 sedute settimanali di Grande Autoemo; oppure, a giudizio del medico, da 1 a 3 sedute settimanali di Grande Autoemo; oppure, a giudizio del medico, da 6 a 8 sedute settimanali, effettuate tutti i giorni, di Piccola Autoemo.

 

-EPATITI VIRALI ACUTE E CRONICHE HAV HBV HCV

-HERPES ZOOSTER-


L’Herpes zoster, detto anche Fuoco di Sant’Antonio, è una malattia della pelle provocata da un genere di virus appartenente al gruppo dei virus erpetici che colpisce soprattutto adulti e anziani. Si tratta dello stesso virus che causa la varicella, che, dopo aver provocato la varicella stessa, si annida nei gangli nervosi spinali e in determinate condizioni, torna a manifestarsi, determinando appunto l’herpes zoster. Le lesioni cutanee, provocate da questo tipo di herpes si presentano soprattutto nelle regioni dei nervi intercostali, del plesso branchiale, del trigemino e del nervo sciatico. Possono procurare diverse sensazioni, che vanno dal formicolio al dolore urente, raggiungendo la massima estensione nell’arco di 3-4 giorni. L’eruzione viene solitamente accompagnata da malessere generale, stati febbrili, brividi, mal di testa e disturbi allo stomaco. Si presentano come vescicole a grappoli su zone della pelle particolarmente arrossate, che ricordano quelle della varicella, e che si distribuiscono lungo il decorso del nervo. L’insorgenza dell’herpes zoster, generalmente spontanea, può essere favorita per esempio da intossicazioni, da infezioni gravi come meningiti e polmoniti, da malattie del sistema nervoso centrale o dall’abbassamento delle difese immunitarie. L’herpes zoster si può facilmente trasmettere da persona a persona.
 

Herpes Simplex

Herpes


L’Herpes simplex, detto anche labiale, è un’infezione virale della pelle provocata da un genere di virus appartenente al gruppo dei virus erpetici e si manifesta con la comparsa di vesciche febbrili, solitamente nelle zone limitrofe delle labbra, bocca e narici oppure nella zona anogenitale. Le vescicole si formano su chiazze rosse, possono essere precedute da stati di febbre o malessere del soggetto e danno un senso di leggero bruciore e senso di calore. Le vescicole possono presentarsi anche nella faringe e nell’uretra: in questo caso il paziente avverte un dolore molto forte e bruciore al passaggio dell’urina. L’herpes simplex può essere episodico oppure recidivante. Il virus infatti è in grado di raggiungere i gangli del sistema nervoso dove si deposita e rimane anche tutta la vita e riattivarsi quando si presentano determinati fattori quali l’abbassamento delle difese immunitarie, l’eccessiva esposizione ai raggi solari o al freddo, lo stress fisico e psichico, i disturbi gastrointestinali che possono quindi provocare la recidiva dell’infezione. Si trasmette attraverso le vescicole erpetiche, ma anche attraverso la saliva e il sangue.


Terapia con ossigeno-Ozono:

Il trattamento prevede un totale di 5 o 6 sedute settimanali a girni alterni di Piccola Autoemo.

- Ernia Discale Cervicale e Lombo-sacrale

Ernia del disco



La protusione discale, o ernia del disco, è una patologia del disco intervertebrale che si manifesta quando si verifica una fuoriuscita del nucleo polposo, ovvero una parte centrale del disco intervertebrale. Il disco perde così la sua consistenza , non é più in grado di ammortizzare i carichi delle vertebre e fuoriesce dal suo spazio andando a toccare, per esempio, le radici nervose. Il disco può persino arrivare a comprimere radici nervose e la guaina che riveste il midollo spinale procurando dolori intensi nella parte interessata.

A causa della protusione discale, il soggetto avverte forti dolori e un senso di intorpidimento degli arti, accompagnate spesso da contratture muscolari a livello della colonna lombare o un’asimmetria del bacino. Tra le cause scatenanti l'ernia del disco, soprattutto in età giovanile, ci possono essere gli sforzi eccessivi, movimenti non corretti ripetuti quotidianamente. In età avanzata, invece, può concorrere allo sviluppo della protusione discale anche la predisposizione genetica e la sedentarietà delle attività lavorative.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento dell'ernia del disco prevede 2 sedute settimanali di Iniezioni per un totale di almeno 12 sedute seguite da 1 a 3 sedute dopo 15 giorni.

 

- Artrosi Cervicale

- Colpo di frusta Cervicale

- Artrosi Lombo-sacrale

- Lombo-sciatalgie: sia secondarie a processi infiammatori o degenerativo-artrosici della colonna, sia secondarie a esiti cicatriziali da pregresso intervento chirurgico

- Gonartrosi

- Periartrite Scapolo-Omerale Acuta e Cronica: associato alle ONDE D'URTO nelle forme calcifiche

Periartrite

 


La periartrite scapolo omerale è una malattia infiammatoria e degenerativa molto frequente che coinvolge i tessuti di natura fibrosa che circondano l’articolazione della spalla e colpisce prevalentemente i soggetti di età inferiore ai 40 anni. I muscoli colpiti sono il sovra spinoso, il sottospinoso e il piccolo rotondo. 
Non esiste una causa scatenante specifica della periartrite scapolo omerale: l’infiammazione può essere provocata da diversi fattori come traumi e micro traumi ripetuti, turbe neuro vascolari, disturbi dei nervi e dei vasi sanguigni, fattori alimentari, fattori tossici, esposizione prolungata al freddo ed infine alterazione della statica e della postura (ipercifosi dorsale, rigidità del cingolo scapolo-omerale). La periartrite scapolo omerale si manifesta con dolori sulla parte anteriore ed esterna delle spalle sia in concomitanza di movimenti che a riposo. Con il passare del tempo, si acutizzano sempre di più, sono avvertibili sia in condizioni di movimento che di riposo e danno luogo ad una rigidità che interessa tutta l’articolazione.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento della periartrite scapolo omerale prevede 2 o 3 sedute settimanali di infiltrazioni sottocutanee e periarticolar

- Sindrome del Tunnel Carpale

- Artrosi della caviglia

- Metatarsalgie e Neuroma di Morton

- Tendiniti

- Traumatologia Sportiva

- Artrite reumatoide

Artrite reumatoide


L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria  progressiva e autoimmunitaria, provocata da una reazione del sistema immunitario, che va a colpire il sistema sinoviale e poi le ossa, provocando deformità, instabilità e formazione di tessuto cicatriziale all’interno dell’articolazione. Colpisce anche tendini, muscoli, borse e altri tessuti dell’organismo. Le cause scatenanti non sono state ancora definite in modo specifico, si ritiene però che ci sia una predisposizione genetica alla malattia stessa.
I sintomi dell’artrite reumatoide sono dolore articolare, gonfiore, sensazione di calore, rigidità e limitazioni nei movimenti che colpiscono inizialmente le articolazioni delle dita, mani e piedi, in prossimità delle quali si formano noduli di forma rotonda che possono provocare il blocco dell’articolazione stessa.
L'artrite reumatoide colpisce trai 20 e i 40 anni e può avere un decorso lungo, con lunghi periodi di remissione, oppure può avere una rapida progressione.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento dell'artrite reumatoide prevede 1 o 2 sedute settimanali di Grande Autoemo per Cicli di 10 sedute totali seguite da mantenimento ogni 20-30 giorni.

Psoriasi-

Psoriasi

 

 

La psoriasi è una malattia della pelle tra le più diffuse al mondo, generalmente cronica e spesso recidivante, che colpisce circa l’ 1-2% della popolazione mondiale. Può presentarsi con poche placche che persistono tutta la vita, oppure può estendersi su tutta la superficie cutanea. La lesione elementare della psoriasi è costituita da chiazze eritematose di colore rosso ricoperte di squame secche e biancastre spesso associate a prurito, bruciore ed estrema secchezza della pelle. Può presentarsi in modo improvviso oppure graduale. Le lesioni psoriasi possono interessare tutto il corpo, ma in modo specifico specialmente i gomiti, le ginocchia, il cuoio capelluto e  la regione sacrale. Il viso generalmente non viene colpito dalla malattia. Può avere una forma follicolare o puntata, guttata, nummolare, ad ampie chiazze, rupioide, elefantina, pustolosa localizzata o generalizzata. La psoriasi può insomma manifestarsi in modi e forme molto diverse tra di loro, ma fondamentalmente si possono distinguere cinque forme principali: psoriasi guttata, psoriasi cronica in chiazze, psoriasi pustolosa, psoriasi eritrodermica, psoriasi artropatica. Esistono alcuni fattori scatenanti della psoriasi nei soggetti come la predisposizione di tipo genetico; i processi infettivi, alcuni soggetti infatti si ammalano di psoriasi a seguito di un’infezione virale o batterica; uno stile di vita caratterizzato da abuso di alcol e fumo; ed la presenza di altre patologie, come la comorbilità o l’obesità. Altri fattori scatenanti possono essere le lesioni cutanee, lo stress, le ustioni solari, alterazioni di tipo ormonale oppure alcuni tipi di farmaci.


Terapia con Ossigeno-Ozono:

Il trattamento della psoriasi prevede da 1 a 3 sedute settimanali di Piccola Autoemo per un totale di 12 sedute; oppure, a giudizio del medico, 2 sedute settimanali di Grande Autoemo.