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Siamo sicuri che i grassi siano sempre così 'cattivi' per la nostra salute?

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Siamo sicuri che i grassi siano sempre così 'cattivi' per la nostra salute?

Siamo sicuri che i grassi siano sempre così 'cattivi' per la nostra salute, e vadano eliminati dalla dieta?

Non è che a guardarli meglio, andando oltre la forte caratterizzazione negativa e i luoghi comuni, potrebbero riservarci qualche sorpresa?

In realtà i lipidi, più comunemente detti grassi, sono una classe di sostanze organiche molto diffusa in natura che svolge negli organismi viventi una serie di ruoli biologici sia di tipo strutturale sia energetico e metabolico, ovvero:

  • Entrano nella costituzione delle membrane biologiche;

  • Regolano gli scambi metabolici;

  • Rappresentano la più abbondante fonte di riserva energetica dell'organismo accumulandosi come tessuto adiposo;

  • Costituiscono un efficace sistema di protezione nei confronti di agenti esterni, traumi e variazioni di temperatura;

  • Svolgono una importante funzione ormonale in quanto sono i precursori degli eicosanoidi.

Detto questo, proviamo a guardare i grassi da vicino, e a fare una distinzione fra 'buoni' e 'cattivi'.

Grassi buoni" (mono e poli insaturi).
I grassi "buoni" svolgono importantissimi ruoli nel nostro organismo e sono i precursori di sostanze ad azione pro ed antinfiammatoria.
In particolare gli acidi gras

si essenziali della serie omega 3 ed omega 6, che possono essere assunti soltanto con la dieta, rivestono un interesse sempre maggiore poiché è necessario mantenerli nel giusto equilibrio per garantire un'azione antinfiammatoria in grado di proteggerci da numerose patologie.
L'alimentazione di oggi, mo

lto più ricca di carne e latticini piuttosto che di pesce, apporta molti più omega 6 rispetto agli omega 3. Da questo si evi

nce come sia fondamentale valutare il loro rapporto, per poter intervenire per tempo e correggerne lo squilibrio.


Grassi "cattivi" (saturi, trans e idrogenati).
I grassi "cattivi", introdotti in dosi eccessive con la dieta, al contrario sono alla base dello sviluppo e dell'evoluzione di diverse patologie cardiovascolari (principale causa di morte nei paesi industrializzati) come aterosclerosi, ipertensione, infarto del miocardio ed ictus. Questo perché costituiscono il maggior costituente del colesterolo LDL che ha un grande potere aterogeno.


Il Lipidomic profile di Labo.
Proseguendo nell'ambito della metafora da cui siamo partiti, così come 'il cattivo' è necessario allo sviluppo della trama tanto quanto 'il buono', per quanto riguarda i grassi è importante testare il loro bilanciamento, e proprio a questo serve il Profilo Lipidico , che va a verificare la combinazione degli acidi grassi.

In particolare, un equilibrio tra i vari componenti:

  • Favorisce una maggiore fluidità e permeabilità della membrana plasmatica;

  • Favorisce gli scambi metabolici all'interno dell'organismo;

  • Modera le risposte infiammatorie;

  • Riduce lo stress ossidativo;

  • Riduce l'insorgenza di patologie cardiovascolari;

  • Ha effetti sulla genesi dei tumori in fase preventiva, andando a ridurre le condizioni predisponenti la comparsa della patologia;

  • Ha effetti sull'evoluzione dei tumori, andando a ridurre i substrati che sono nutrimento per le metastasi.

E se il test riscontrasse uno squilibrio?
L'unico trattamento efficace ad oggi conosciuto per riequilibrare il profilo degli acidi grassi consiste nel seguire una corretta alimentazione che tenga conto delle eventuali carenze e ove necessario integrare con fitoterapici.

Non sempre è possibile dare indicazioni di carattere generale ,infatti è sempre consigliabile valutare caso per caso, tenendo conto della storia clinica del paziente, di patologie e di stati fisiologici particolari, come gravidanza, allattamento, età avanzata.
Per questi motivi è sempre importante rivolgersi ad uno specialista in nutrizione per valutare l'integrazione più giusta sia in termini qualitativi che quantitativi.